Torna puntuale come ogni anno il Festival di Pasqua, la prestigiosa manifestazione di musica e arte sacra fondata nel 1998 dal regista e scenografo italiano Enrico Castiglione, che si svolge nelle più antiche e suggestive chiese e basiliche della Città di Roma. Quest'anno il Festival di Pasqua, promosso come sempre dall'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali/Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo, dal Fondo per gli Edifici di Culto del Ministero dell'Interno, promosso da www.musicaliamagazine.it, da www.pandream.tv, in collaborazione con la Regione Lazio, l'Auditorium Conciliazione ed Acea, sarà dedicato al 150° Anniversario dell'Unità d'Italia e avrà inizio il 16 Aprile 2011 alle ore 20.30 con un grande concerto inaugurale presso la Sala Grande dell'Auditorium Conciliazione. Ogni anno il Festival di Pasqua offre un ricco cartellone di eventi, concerti e manifestazioni tutte ad ingresso gratuito (con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili), sempre dedicate ai più illustri compositori della storia della Musica, valorizzando come nessun altro festival la Musica come forma di elevazione liturgica, dalla musica gregoriana e polifonica al periodo barocco. Musica divina eseguita nei luoghi del divino. Anche per il 2011 il Festival di Pasqua testimonia la volontà e la capacità di diffondere e promuovere il meglio della musica "sacra" di tutti i tempi, celebrando l'eccezionale patrimonio storico e musicale di oltre duemila anni di Cristianesimo, ma anche rendendo Roma capitale mondiale della Musica sacra, senz'altro "una straordinaria occasione di valorizzazione per Roma", secondo il presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma, Federico Mollicone, "la manifestazione di musica sacra più importante del mondo", come affermato da Mario Cutrufo, vicesindaco di Roma e un'ulteriore conferma del "profondo legame che lega Enrico Castiglione alla Città di Roma", secondo il Sindaco di Roma Gianni Alemanno.
Quello che è appena iniziato è un anno denso di ricorrenze ed anniversari per la Musica. Franz Liszt, Nino Rota, le opere del Risorgimento (e non a caso ho programmato Nabucco al Teatro Antico di Taormina per l’estate 2011), ma per aprire questo 2011 così effervescente e stimolante per tutti gli amanti della Musica vorrei iniziare con un omaggio al compositore che rappresenta più d’ogni altro il momento “sinfonico” indubbiamente più alto e nel contempo profondo del Novecento: Gustav Mahler. Se il cinema ha reso celebre il suo “Adagietto” – tratto dalla Sinfonia n. 5 e reso celebre dal film Morte a Venezia di Luchino Visconti –, la riscoperta di Gustav Mahler, morto a Vienna il 18 Maggio 1911 ed autore di ben nove sinfonie (sì, il fatidico numero “nove”!), lo si deve indubbiamente a Leonard Bernstein, il grande compositore e direttore d’orchestra americano che ha lasciato un’impronta indelebile nel modo di interpretare e di vivere la sua musica. Ho avuto una lunga serie di colloqui con Bernstein proprio su Gustav Mahler, poi raccolti nel nostro volume Una vita per la musica, ed ecco qui una parte di queste conversazioni.
Vincenzo Bellini, emblema del teatro musicale italiano, torna a vivere a Puteaux, nei pressi di Parigi, in Francia, dove il 23 Settembre 1835 morì in circostanze ancora non del tutto chiare. Vi torna a vivere grazie alla sua musica e alla sua arte universale, idolatrato dall'amore che da sempre in Francia riscuote il nostro melodramma e soprattutto il cosiddetto "belcanto", di cui proprio Vincenzo Bellini è stato massimo artefice. Vincenzo Bellini torna a vivere a Puteaux grazie alla collaborazione che ho personalmente messo a punto tra il nostro BELLINI FESTIVAL nato a Catania nel 2009 e il Comune di Puteaux, il Theatre des Hauts-de-Seine, l'Associazione Musicarte, il Ministero della Cultura del Governo francese e la Commissione Cultura dell'Unione Europea, per dare vita a LES RENCONTRES MUSICALES DE PUTEAUX: un'attesissima serie di manifestazioni, concerti, master-classes che dal 13 al 18 Dicembre 2010 si svolgeranno in omaggio a Vincenzo Bellini proprio nella cittadina parigina di Puteaux. Un vero e proprio evento musicale per la Francia, che ha accolto la manifestazione come un'edizione tutta francese del nostro BELLINI FESTIVAL, che tanto successo ha riscosso lo scorso anno a Catania. Ma c'è di più. Non solo concerti, opere, mostre e dibattiti come nella formula italiana che ho avuto il privilegio di realizzare lo scorso anno a Catania: a Puteaux, infatti, il nostro omaggio a Vincenzo Bellini prevede dal 16 al 18 Dicembre 2010 la prima edizione del Concorso Internazionale di Belcanto Vincenzo Bellini, presieduto da Alain Lanceron, con in giuria il sottoscritto, June Anderson (superba protagonista della mia produzione della NORMA che ho messo in scena nel 2009 per l'inaugurazione del restaurato Teatro Romano di Catania), Gioachino Lanza Tomasi, Sergio Segalini, Daniele Borniquez, Vincenzo De Vivo e Alessio Vlad. Un Concorso internazionale alla cui prima edizione si sono iscritti giovani cantanti provenienti da ogni parte del mondo, a riprova della straordinaria importanza del Cigno di Catania nel mondo del melodramma e del 'belcanto', come del resto abbiamo dimostrato lo scorso anno proprio con la nascita del BELLINI FESTIVAL. Non posso nascondere e desidero anzi sottolineare come la collaborazione con il Comune di Puteaux sia stata eccezionale sotto ogni punto di vista, tanto più che il progetto di realizzare un grande omaggio ad un compositore come Vincenzo Bellini è stato accolto in Francia in maniera entusiastica e concreta, grazie all'immediato e concreto appoggio e sostegno del Governo francese e dell'Unione Europea e alla stretta collaborazione con Marco Guidarini, uno dei migliori direttori d'orchestra italiani della sua generazione, che ho avuto modo di far "debuttare" al Teatro Antico di Taormina nel 2007 come direttore d'orchestra della mia produzione della MEDEA di Luigi Cherubini. Una collaborazione che è nata subito dopo il successo riscosso nel 2009 dal nostro BELLINI FESTIVAL a Catania, che ora ha una doppia sede: la prima a Catania, dove Bellini è nato, la seconda a Puteaux, dove Bellini è morto. Una collaborazione di cui siamo orgogliosi e che rende merito e lustro alla Sicilia e alla Città di Catania. Ma il nostro grazie – quello di coloro che amano la musica e la difendono – va innanzitutto alla Francia e alle sue istituzioni, per aver dimostrato ancora una volta di essere una nazione capace di saper investire moltissimo nella cultura e nella musica anche e soprattutto in tempo di crisi e di apprezzare ed amare la nostra arte musicale non solo nel rendere omaggio ad un compositore come Vincenzo Bellini, ma anche e soprattutto nel riconoscere il ruolo e l'importanza del nostro BELLINI FESTIVAL per i meriti conseguiti e per la sua necessità sociale e culturale. Nel 2009 il BELLINI FESTIVAL è nato infatti a Catania per rendere omaggio a Vincenzo Bellini in occasione dell'inaugurazione del Teatro Romano di Catania appena restaurato, sulle sue rovine si erge ancora la casa dove Vincenzo Bellini nacque nel 1801 e dove proprio nel 2009 ho avuto il privilegio e l'onore di mettere in scena la mia prima produzione di NORMA. Una manifestazione, il BELLINI FESTIVAL, che nel 2009 ha riscosso a Catania un grande successo di pubblico e di stampa internazionale – promosso dalla Provincia di Catania, dal Comune di Catania e dalla Regione Siciliana/Assessorato Regionale ai Beni Culturali, in collaborazione con la RAI e la Pan Dream, con la collaborazione dell'Arcidiocesi, dell'Università degli Studi/Facoltà di Lettere e Filosofia, del Teatro Massimo Bellini, dell'Istituto Musicale "Vincenzo Bellini", del Museo Diocesano, dell'Accademia di Belle Arti, del Teatro Stabile, della Società Catanese Amici della Musica, con il contributo della Fondazione Banco di Sicilia e della Camera di Commercio della Città di Catania –, e che ora, nel 2010, celebra Vincenzo Bellini a Puteaux, in Francia. Nella foto Enrico Castiglione e Montserrat Caballé davanti alla tomba di Vincenzo Bellini, accompagnati da Sonia Cammarata e Montserrat Martì, 23 Settembre 2009, Duomo, Catania.
Sarà il NABUCCO di Giuseppe Verdi con la regia e le scene di Enrico Castiglione ad inaugurare la prossima stagione estiva di Taormina Arte nello splendido scenario del Teatro Antico di Taormina. Dopo il successo dei precedenti allestimenti, sempre accolti con grande entusiasmo dal "tutto esaurito" con un pubblico di cinquemila spettatori a rappresentazione, nonché trasmessi dalle principali reti televisive internazionali con milioni di telespettatori, Enrico Castiglione torna al melodramma di Verdi con il nuovo allestimento di NABUCCO ma anche con la ripresa della celebrata produzione di AIDA del 2009. La prossima estate, infatti, il teatro musicale di Verdi sarà protagonista al Teatro Antico di Taormina con ben due titoli: la nuova messa in scena di NABUCCO e la ripresa dell'AIDA. Il NABUCCO si avvarrà dei nuovi costumi di Sonia Cammarata e di un cast vocale di primissimo ordine, così come per l'AIDA che tanto successo ha riscosso nel 2009 conquistando la ribalta televisiva internazionale grazie ai canali europei di SKY e alla UNITEL. I biglietti sono già in vendita e grazie a Taormina Arte è possibile acquistarli a prezzo speciale fino al 31 Dicembre 2010. Info www.taormina-arte.com.
La nuova edizione italiana delle conversazioni da me realizzate con Leonard Bernstein tra il 1985 e il 1990 poco prima della sua scomparsa, edite in Italia dalla Pantheon con il titolo UNA VITA PER LA MUSICA, mi ha fornito l’occasione per ricordare uno dei periodi più belli della mia vita, quando appena ventenne la musica occupava già gran parte del mio tempo, regalandomi la più straordinaria esperienza musicale che abbia mai vissuto. Nel rileggere integralmente la precedente edizione come non mi accadeva più da qualche anno, lo sguardo della memoria mi ha ricondotto agli anni in cui l’amore per la musica mi spingeva a recarmi alle cinque del mattino davanti all’ingresso del botteghino dell’Auditorium di Via della Conciliazione a Roma, per l’acquisto d’un biglietto, restando poi in fila per ore ed ore sotto il tiepido sole dell’imminente estate o al buio gelido dell’inverno romano. Del resto, a quel tempo, durante la guida d’un sovrintendente e direttore artistico di grande prestigio culturale e di rinomata capacità organizzativa come Francesco Siciliani (dopo di lui, il buio più tetro... ma questa è un’altra storia), l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la città di Roma potevano permettersi il lusso di accogliere presso l’Auditorium di Via della Conciliazione, i più grandi protagonisti della musica. E, per un appassionato di musica sinfonica qual ero, era difficile perdersi i concerti diretti dai più grandi direttori d’orchestra. Nel 1985 avevo appena sedici anni, e già, insieme ad alcuni amici compagni d’università e di animate discussioni musicofile, mi divertivo a regolare, fin dalle prime ore del mattino e con semplici numeretti, le interminabili file che assediavano il botteghino dell’Auditorium a Roma, in occasione dei concerti più importanti.